giovedì, 25 settembre 2008
Questa notte ho fatto sogni tormentati, tristi, dove succedevano cose brutte: mia mamma era irrimediabilmente arrabbiata con me per qualcosa che non avevo fatto e non faceva altro che urlarmi contro. Mio babbo continuava a fare cose così idiote, che al confronto nella realtà è la persona più sobria e anti-stupidaggine del mondo.
Ad un certo punto entro in cucina, lui va verso i fornelli, accende quello più grande e comincia a passarci sopra i capelli che subito si infiammano. Io spaventatissima prendo una bottiglia d'acqua e gliela scolo sulla testa e gli dico con le lacrime agli occhi: "ma cosa cazzo fai?? sei diventato scemo del tutto?!?" e lui: "ma no! è solo che questo metodo è più veloce, non ho voglia di andarmeli a tagliare" .
Sbigottita continuo a insultarlo, con un peso sullo stomaco enorme, gli dico piagnucolando che è pazzo, non può fare così, gli dico che così mi fa preoccupare, che così finirà per farsi male, ma nulla. Lui ridacchia e continua a dire, "ma no tranquilla, è solo più veloce" .
|
martedì, 18 dicembre 2007
Pausa causa esame di latino terminata. Anche se dovrò ripresentarmi perchè la prof vuole farmi un'altra domanda prima di mettermi il voto che mi merito. Perchè il solito quarto d'ora di colloquio non ci piace. Cosa ho imparato da questa esperienza? Che urlare anche se per telefono fa bene e incazzarsi anche se per telefono è liberatorio. L'importante è che ho rotto il ghiaccio e adesso so che si può sopravvivere anche all'università.
|
lunedì, 19 novembre 2007
Io non ho bisogno di andarmi a vedere SAW et similia al cinema, quei film insomma a base di sadismo puro e pezzi di carne che volano via. Perchè tanto la mia mente di notte produce film molto più agghiaccianti.
Questa mattina mi sono svegliata di soprassalto madida di sudore per la paura, la tachicardia a mille e ho combattuto contro il sonno per non riaddormentarmi.
A casa, non so di chi, forse mia, accendo la tv e mi si para davanti il trailer di un film, una scena in cui stanno massacrando una tipa..raggelo e cambio canale. Stessa scena.Cambio canale. Stessa scena. Spengo la tv.
Poi mi ritrovo in un posto che in teoria è la mia università, siamo un gruppo di ragazzi e ragazze e una mia reale compagna di corso. Ad un certo punto una ragazza viene uccisa. Io e Giulia siamo abbastanza preoccupate anche perchè sospettiamo di un tipo che fa parte della combriccola. Di lui comunque sappiamo solo che odia una di nome Laura. Poi in un corridoio che porta all'uscita vediamo un'auto. Il giovane che non ci convince troppo ci sale, fa una retromarcia assurda e prende in pieno un ragazzo che finisce di sotto dalla balaustra. Noi siamo inorridite e cominciamo a preoccuparci seriamente. Questo esce impassibile dall'auto, va verso le scale, si rivolge a Laura che è lì vicino e dice :"sei tu la ragazza che odio!" la prende in braccio e la lascia cadere nella buco in mezzo alla tromba delle scale, splat, sfracellata sugli ultimi gradini. Poi ho un flash di una ragazza che urla di dolore appesa per un cavo d'acciaio che ha infilzato nella lingua. Io e Giulia ormai terrorizzate decidiamo che è meglio andare via. Facciamo per uscire e andare alle macchine ma il tipo ci precede. Una volta fuori vediamo che sta richiudendo la mia auto e ai sui piedi c'è un'enorme cassetta degli attrezzi. Ci ha messo fuori uso il motore, così non possiamo allontanarci. Nel mentre arrivano i genitori di Giulia, lei cerca di giustificarsi perchè se la macchina si è rotta non è colpa sua ma sua mamma le lancia un ceffone enorme e la fa salire. Io cerco di spiegarle che non è colpa sua perchè hanno fatto la stessa cosa anche a me..ma non penso che potrei andare via con loro.
Torniamo tutti dentro, anche quei pochi sopravvissuti che intanto ci avevano raggiunte e passiamo per gli spogliatoi, nelle stanze con le docce. Io sono l'ultima della fila e prima di me il pazzo. Quando tutti gli altrisono fuori dagli spogliatoi, lui impassibilissimo non mi fa passare,ho cercato di scappare e adesso me la farà pagare cara; io non so menneno più come comportarmi, sono rassegnata alla mia sorte. Svita la manopola in alto di una doccia, mi solleva e mi ci infilza sopra, a metà schiena credo. Ok, penso, non concetriamoci sul dolore e cerchiamo di morire alla svelta. Poi però mi ritrovo insieme agli altri, non so perchè, il pazzo di turno porta via una ragazza, la stende su un tavolo e le tira fuori qualcosa da dentro la pancia con un bel coltello, non saprei dirvi cosa, ma credo un organo che in natura non esiste. La stessa sorte tocca a me poco dopo. Alla fine della giostra, io sopravvivo con qualche altra persona. E dopo un po' di tempo lo stronzo ci manda un video a casa a cartone animato con quei deliziosi coniglietti bianchi del libro "il coniglietto si suicida in mille modi diversi" (non so se avete mai visto il libro, raccapricciante comunque) dove a ogni coniglietto capitano le stesse cose che lui ha fatto a noi. Un piccolo souvenir per non dimenticare.
Ora, la pena più grossa non è stato il male fisico, perchè non mi è sembrato di provarlo, quanto il vedere quanto male ci stava facendo. E' stato più doloroso e terrificante immaginare che prima o poi sarebbe toccata a me e cosa poteva farmi. Accidenti alla fervida immaginazione.
|
mercoledì, 07 novembre 2007
Conversazione su msn:
V: ti mando una canzone, sentila poi dimmi cosa ne pensi
A: di chi?
V: cosa?
A: la canzone
V: articolo 31 e paola turci
A: ...
V: cosa?!?
V: questo binomio non ti convince?
A: diciamo che mi convince come le piaghe d'Egitto!
V: ...ahahahahahahahahah
Sono cattiva lo so...ma come si fa?!?!
|
venerdì, 06 luglio 2007
Notte prima dell'esame:
Studio-pizzona patate fritte e kokina-doccia-studio-preghierina al buon Gesù-nanna
o.O Naturalmente mentre tutti gli altri sono a festeggiare la laurea di Nà&Là -_-
|
giovedì, 14 giugno 2007
Ufficialmente ammessa all'esamone!! iuppi!!!!
...adesso basta SOLO non farsi bocciare all'orale...
|
giovedì, 10 maggio 2007
"La Febbre del Sabato sera". Nel senso che la febbre ti viene per forza di cose. Anche a quelli con una salute di ferro.
Da qualche tempo passo il sabato sera lavorando nel ristorante dove già avevo lavorato due estati fa. Tre settimane fa M. ha deciso di mettere una radio nella sala piccola, e questa non è una brutta idea, anzi.
Ora, per gusti tutt'altro che personali, siamo sintonizzati su una certa radio il cui nome comincia per S. Con mio gran stupore il primo sabato passano tutte canzoni degne di nota: Dire Straits, Doobie Brothers, Bob Marley...
Non ho mai provato troppa simpatia per radio Subasio, ma quella sera, mi ha quasi fatto ricredere.
Poi un altro sabato, un'altra "ora d'amore con Suba-si-ooooo"... La sera non scorre mai, quasi nessuno in sala.
Penso: "Fortuna la radio, se no..."
En l'avessa mai dett'.
Arriva la richiesta di una dolce ragazza e le mie povere e piccole orecchie sono costrette a sorbirsi Gigi D'Alessio con la solita monotonia di tutte le sue canzoni terribilmente uguali.
Prego il Signore di provocare una bella interferenza.Niente.
Pazienza, finirà prima o poi...
Pubblicità. Riparte la musica.
E' evidente che qualcuno vuole rovinarmi la serata perchè subito Laura Pausini dà prova delle sue NON doti canore esibendosi con un testo che non è neanche suo (Le mie scuse a Bersani).
Tento di calmare i miei nervi già duramente provati, ma non so ancora che la situazione è destinata a peggiorare di decibel in decibel.
Due parole della speaker e poi l'Inferno: ancora la Pausini ma questa volta in duetto con il fantastico Tiziano Ferro.
E per citare un saggio proverbio, “al peggio non c'è mai fine” ; gingolino in note. Rullo di tamburi: Gigi D'Alessio e la Tatangelo in duetto.
Le mie budella si contorcono dallo schifo.
Sabato e domenica successive peggio che peggio: un melange dei sopracitati con aggiunta di Carboni e canzoni italiane trascurabilissime del primo dopoguerra.
Eh... se Marconi avesse saputo... povero cristo!
Una coltellata in mezzo alle scapole mi avrebbe dato meno fastidio.
Ma va bene anche così.
Perchè... LA VITA E' DURA! (cit.)
|
lunedì, 26 febbraio 2007
Io e mio fratello eravamo in un supermercato, probabilmente uno di quei supermercati che sono aperti anche di notte, perchè quando uscimmo per tornare a casa erano più o meno le due del mattino. Il supermercato si trovava in fondo ad una discesa, in mezzo agli alberi, qualcosa di molto simile ad un bosco.
Mio fratello mi dice :"E' meglio se ci sbrighiamo perchè la nonna ha detto che da queste parti c'è qualcuno non proprio simpatico".Corriamo su per la salita in mezzo agli alberi e ci ritroviamo in pieno centro abitato. Prendiamo un taxi, una macchina nera decapottabile, una vecchia due cavalli o forse un maggiolone. La guida un uomo con dei capelli unticci, bianchi, lunghi fin sopra le spalle. Praticamente sulla testa non ne ha di capelli, ce li ha solo da poco sopra le orecchie in giù...assomiglia un po' a BeetleJuice..Indossa un pullover indaco e quando arriviamo è disteso dentro la macchina coni piedi appoggiati sul cruscotto e chiacchiera con un tizio molto più giovane di lui.
Casa nostra è quella in cui in realtà vive mia zia a Fano.I miei sono a casa .
Improvvisamente mi ritrovo dentro casa a parlare con i miei. Non so perchè ma qualcuno di noi deve aver detto o fatto qualcosa che non doveva dire o fare, forse io. L'uomo del taxi entra in casa e con lui il tizio di prima.Questa volta però c'è anche una donna con loro. E' bassa e tarchiata, ha i capelli a caschetto tagliati pari sotto le orecchie, la frangia e le manca un occhio. L'occhio destro. Le manca proprio, non c'è bulbo oculare. Eppure lo tiene aperto come se non avesse nemmeno la palpebra e si vede l'oscurità dentro l'orbita. Mentre l'uomo mi parla con un tono che non preannuncia niente di buono, lei mi si mette davanti, mi prende l'indice destro e se lo appoggia sull'orbita vuota, senza darmi il tempo di reagire, e chiude gli occhi col mio dito dentro. Ha una stretta allucinante e sento un dolore lancinante, terribile. Grido. Poi mi lascia. Comincio ad aver paura perchè sono convinta che mi caveranno gli occhi,un pensiero fisso che mi resterà in testa per tutto il tempo.L'uomo uscendo di casa dice che torneranno e che non sarà piacevole. L'uomo che era con lui rimane per un attimo con noi, mi dice che non può, che non ha il coraggio di farci del male e corre in fondo al corridoio . Lo seguo implorandolo di lasciarci in pace. Arrivato dietro la porta in fondo al corridoio, l'uomo toglie da un filo attaccato ai muri un sacco di pinze di diversi tipi. Quelle tipo tenaglie e un paio di quelle con la punta ricurva come le trincia pollo..Mi immagino subito cosa potrebbero farci e sono sempre più spaventata. Poi l'uomo del taxi torna con la donna, solo che lui ha cambiato aspetto.Si è tagliato i capelli quasi a caso. Adesso sono lunghi solo qualche centrimetro e sono ricomparsi anche sopra il capo. Mi guarda e ride mentre dice qualcosa tipo: " rieccomi, visto che sono tornato?!"
Indossa una maglietta bianca a maniche corte strappata sul davanti fino a metà, con un taglio verticale,sotto si intravede una canottiera. Solo adesso mi accorgo che ha un sorriso raccapricciante, con dei bellissimi denti consumati e macchiati.Mi viene da piangere. Gli propongo un patto.Gli dico che con me può fare come vuole, purchè risparmi la mia famiglia e Old che è comparso all'improvviso.
Lui mi abbraccia e ridendo dice :"Io non ho un bel corpicino sai??e tu non potrai mai dirmi di no." Cerco di rispondere prendendola sul ridere anche se la situazione non mi sembra delle migliori per mettersi a scherzare.."tanto non faremo niente di...", non termino neanche la frase che lui si rimette a ridere di nuovo. Accetta il patto. Ma è chiaro che non si accontenterà di uno stupido bacetto.
Old si mette a piangere e mi dice :"avevi detto che saresti rimasta sempre con me". Gli accarezzo il viso e dico: "ma starò con te..mancherò solo ogni tanto..", poi rivolta all'uomo: " giusto?". E l'uomo: "dovevi pensarci prima cara mia e per non farti dimeticare i tuoi errori, guarda cosa ti faccio" : mi prende e mi fa dei marchi a fuoco con delle scritte sulla schiena. E alla mia famiglia fa dei dei piccoli cerchietti sempre a fuoco tutt'intorno al viso.
Poi mi sveglio, in preda al panico.
|